Sindrome dell'Ovaio Policistico

 

 

 

Malattia endocrina distinta da una comune condizione di Policistosi Ovarica

La Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS) non è da confondere con l'Ovaio Policistico, processo comune nella donna giovane che presenta a volte follicoli multipli dette ovaie multifollicolari senza gravi conseguenze patologiche.
Ben diversa è la sindrome che porta lo stesso nome ed è una malattia dovuta ad un eccesso di androgeni e associata a problemi metabolici come l'insulino-resistenza, sintomatologie quali ovaie policistiche, irregolarità mestruali, aumento del peso, acne, irsutismo, alopecia, disturbi del metabolismo, infertilità, diabete di tipo 2, steatosi epatica non alcolica.
Le cause non sono del tutto note, ma si osserva frequentemente una resistenza all'insulina, che rende difficile il dimagrimento ed un aumento della sintesi di androgeni.
Nelle donne affette da PCOS si è notata una disbiosi intestinale con aumentata permeabilità intestinale e maggiore suscettibilità a patogeni vaginali quali Gardnerella Vaginalis, Mycoplasma, Prevotella e riduzione dei Lactobacilli protettivi.
I batteri presenti nell'intestino influenzano oltre che l'intestino anche tutto il corpo. Esistono collegamenti fra l'intestino e il sistema immunitario ed altri organi. Questo quindi è legato ad insorgenza / cura di patologie come l'obesità, problemi dermatologici, stanchezza e fatica.
Nelle donne affette da PCOS si osserva scarsità di batteri che producono acidi grassi a corta catena come Butirrato e Propionato, utili al microbiota intestinale in quanto hanno effetti antiinfiammatori e normalizzanti sintomatologie come stipsi, diarrea, gonfiore. Gli acidi grassi a corta catena vengono prodotti da batteri, presenti nel microbiota, capaci di fermentare le fibre solubili non digeribili.
Vedi articolo Propionato e Butirrato
Studi clinici dimostrano che un batterio chiamato Akkermansia muciniphila abbia un effetto benefico nell'intestino delle donne affette da PCOS. Questo batterio rappresenta una piccola quota viva del microbiota intestinale e i suoi livelli tendono a diminuire nell'invecchiamento, nella donna obesa, nel diabete di tipo 2, nell'ipertensione, nelle patologie epatiche e in generale nella malattie infiammatorie intestinali o comunque nelle infiammazioni di basso grado.
Oggi questo batterio è possibile integrarlo anche attraverso microorganismi di Akkermansia muciniphila pastorizzati, ossia non più microorganismi vivi, ma bensì considerati postbiotici. Il beneficio che apporta questa integrazione è oggetto di molte ricerche in particolare riguardanti la riduzione della resistenza insulinica e quindi del trattamento del sovrappeso / obesità di cui frequentemente soffrono le donne affette da PCOS.
Altra molecola di interesse per la cura della donna affetta da PCOS è l’α-lattoalbumina che, a differenza di un probiotico, non viene inattivata dall'ambiente gastrico ed è una proteina che partecipa alla riparazione e difesa del microbiota intestinale.
Grazie agli aminoacidi di cui è composta ha un alto valore nutrizionale che la rende importante anche negli alimenti a fini medici privi di lattosio. L'α-lattoalbumina trova applicazione soprattutto nei disturbi del microbiota intestinale, assai frequenti nelle donne con PCOS e si può considerare un insostituibile alleato nella cura della disbiosi.
Quando si osserva un danno delle pareti intestinali, si ha una mancata selettività del passaggio delle molecole utili e di piccole dimensioni (acqua, vitamine, amminoacidi, zuccheri semplici, ecc.) con permeabilità indiscriminata e danno ad altri organi come la vescica e le vie respiratorie. In condizioni fisiologiche di normalità la parete del colon invece costituisce una barriera selettiva evitando il passaggio d
i batteri e molecole dannose. Le donne con PCOS mostrano invece una prevalenza di Escherichia Coli che le espone a vaginiti e cistiti. Questo significa che l'integrità della loro barriera intestinale è stata compromessa.
Il microbiota intestinale deve essere nutrito con alimenti con proprietà probiotiche esempio yogurt o alimenti fermentati. Tuttavia ciò non è sufficiente, talvolta è necessario utilizzare una integrazione di batteri "buoni" contenenti almeno 20.000.000.000 di unità formanti colonie che arrivino vivi all'intestino. Questa integrazione associata a vitamine del gruppo B; deve essere utilizzata almeno due o tre mesi per mostrare un miglioramento della salute intestinale.

 

Come difenderci dalla PCOS?

• Controllare il proprio stato di salute con un ginecologo che può fare diagnosi di PCOS

• Controllare il proprio peso.

• Mantenere glicemia e insulina nei limite della norma.

• Mantenere colesterolo totale, HDL, LDL colesterolo. trigliceridi.

• Assumere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.

• Assumere integratori o farmaci indicati dal proprio medico/ginecologo.

 

Come controllare l'insulino-resistenza. Consigli e trucchi efficaci:

• Diminuire drasticamente i farinacei ed evitare lo zucchero.

• Mangiare ai tre pasti principali.

• Evitare alimenti processati.

• Evitare di mangiare di notte.

• Iniziare il pasto con verdure ricche di fibre. (vedi articolo fibra elemento chiave per la salute)

• Comporre dei pasti completi con proteine, grassi e carboidrati a basso indice glicemico. 

• Utilizzare l'olio extravergine di oliva. Aumentare l'apporto di omega-3

• Mangiare ogni giorno frutta secca e oleosa.

• Bere abbondante acqua in forma anche di tisane senza zucchero.

• Svolgere regolare attività fisica e non fumare.

• Evitare la privazione del sonno che altera gli ormoni implicati nei processi di fame e sazietà.

 

Nella regolazione dell'insulino-resistenza gioca un ruolo chiave la fibra alimentare (vedi articolo fibra elemento chiave per la salute) che modera i picchi glicemici e insulinemici. In questo modo si evita il ritorno della fame, la caduta della concentrazione, la stanchezza, la ricerca di cibi dolci. Inoltre i picchi di insulina sono altamente pro-infiammatori e diminuiscono le difese immunitarie. L'esposizione a picchi glicemici aumenta il rischio di diabete, patologie cardiovascolari, vaginosi batteriche, infezioni urinarie. Le alterazioni della glicemia sono seguite da cali bruschi della stessa che influiscono sulla stanchezza mentale e fisica rendendo ogni attività più difficile nel suo svolgimento e diminuendo la qualità della vita.
Per mantenere stabile la glicemia è necessario consumare carboidrati a basso indice glicemico e in modo moderato, inserendoli in diete ricche di fibre, proteine e grassi. Evitare zucchero e moderare fortemente il fruttosio.
Anche il digiuno di otto-sedici ore può essere indicato ma solo dopo una valutazione del medico sullo stato nutrizionale del paziente. 

La dieta antiinfiammatoria è un cardine della terapia. Essa deve creare le condizioni per diminuire il grasso viscerale, la resistenza all'insulina, l'iperandrogenismo e le alterazioni del microbiota intestinale